Giorgio Roncucci
Giorgio Roncucci (1922-2004) è stato medico, partigiano, marinaio, membro dei servizi segreti alleati durante la Resistenza, persona amatissima e indimenticabile.
Furono sbarcati in sei da un sommergibile alle foci del Po per organizzare la resistenza
In ricordo del dott. Giorgio Roncucci
Purtroppo anche il dott. Giorgio Roncucci ci ha lasciati; ci mancheranno la sua allegria, la sua umanità. Sapeva farsi voler bene penché era di carattere estroverso e sapeva tirare simpatia; era un uomo onesto, limpido e semplice.
Giovane studente universitario, subito dopo l'8 settembre 1943 è stato tra i primi giovani ravennati non ancora inquadrati politicamente ad adoperarsi contro la dittatura nazifascista. Insieme ad altri giovani riuscì a recuperare armi e a nascondere il grano ai nazisti, a rischio della propria vita; quando la situazione si fece difficile partirono in sette in bicicletta per la Puglia per entrare a far parte di una costituenda formazione di volontari italiani per combattere i nazisti ed i fascisti.
Dopo tanti contrattempi ed inconvenienti furono addestrati a Pozzuoli nelle file dell'ORI (Organizzazione per la Resistenza Italiana), formazione di italiani ma appoggiata dai servizi segreti americani, di cui Giorgio era fra i sottoscrittori, insieme ad altri partigiani fra i quali Ennio Tassinari e Quinto Sirotti. Finalmente il 20 febbraio 1044 Giorgio fu sbarcato alla foce del Po, insieme ad altri 5 compagni, da un sottomarino dell'ORI partito qualche giorno prima da Brindisi.
La loro missione segreta consisteva nel tenere in funzione apparechí radiotrasmittenti per comunicare notizie utili alle forze Alleate e successivamente, visto il fondamentale contributo dei partigiani alla Guerra di Liberazione, anche come mezzo per stabilire accordi fra le brigate partigiane e gli Alleati per azioni di guerriglia e sabotaggio e per l'invio di armi alle forze partigiane. Dopo varie peripezie riuscirono a sbarcare a Ravenna e a mettere in funzione gli apparecchi radio, uno dei quali fu scoperto per caso dai tedeschi ed il radiotelegrafista fu arrestato e torturato.
Nel dopoguerra Giorgio si laureò in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna. Grande fu la gioia di ritrovarsi in quel periodo, per pura casualità, col dott. Max Massini a Cervia , entrambi militanti comunisti, a distribuire l'Unità, dopo tanti anni, da quando ragazzini spensierati frequentavano la spiaggia di Cervia.
Giorgio fu direttore sanitario dell'ospedale di Lugo; anche lì Giorgio e Max ebbero modo di frequentarsi anche per motivi di lavoro e di mantenere salda la loro vecchia amicizia. C'era poi una grande passione che li univa: quella per il mare e per la navigazione a vela: Fecero diverse regate assieme sulla famosa "Bella Ciao" di Max; una riuscirono pure a vincerla. Rimasero molto legati ed affascinati dalla bellezza della costa Jugoslava della Dalmazia: Conoscevano diversi luoghi e, grazie al carattere allegro ed estroverso di Giorgio si fecero tanti buoni amici fra i pescatori jugoslavi.
Ricordo che entrambi vissero con profonda angoscia l'esplosione dell'assurdo conflitto etnico che portò alla disgregazione dell'unità jugoslava dopo la morte di Tito.
Ricordo anche quando ero bambino e poi successivamente ragazzino l'allegria degli incontri con Giorgio quando veniva a casa mia.
Non so specificare per quanto tempo ed in quale periodo, ma Giorgio ha lavorato anche in Algeria conte medico, per conto della CMC di Ravenna, quando la Cooperativa stava costruendo importanti opere edili in quel paese. Ricordo che ne parlava con il babbo quando era nostro ospite. Poi ha lavorato fino alla pensione in un centro per il recupero fisioterapico dei disabili, l'Istituto Luca sul mare a Igea Marina, centro voluto dall'altro suo grande amico, Quinto Sirotti.
Pur essendo ravennate di nascita e pur essendo vissuto per molto tempo a Montescudo, in provincia di Rimini, Giorgio era molto legato a Cervia perché da ragazzo veniva qui a trascorrere le vacanze, da suo zio Tassinari, che fu ucciso dalla ferocia fascista il 20 marzo 1944 al caffè Roma.
Caro Giorgio, "vecchierello" come ti definivi tu, ci mancherai, ma sarai sempre presente nel nostro ricordo per il tuo esempio di attaccamento alla libertà, alla giustizia, alla solidarietà, all'amicizia ed alla generosità
(Bruno e Fabio Massini)
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Giorgio era cugino delle mie amiche Tassinari. Abitava a Ravenna e studiava da medico. 'E diventato il mio "fidanzatino", nel primo anno della sua frequentazione delle magistrali a Ravenna. La guerra ci ha separati. Scuola sospesa. Lui ha aderito, assieme a pochi altri al controspionaggio americano, attraversando l'Italia in bicicletta per raggiungere il luogo del raduno a Brindisi.
Ci siamo rivisti dopo 60 anni, io vedova da cinque, lui in cerca di affetto. Cercava affetto, ma lo distribuiva anche a piene mani. Buon parlatore, ironico, divertente, a volte imprevedibile, era amato da tutti quelli che lo conoscevano. E non perché elargiva vino e mance. Le mance spesso venivano rifiutate ("No, dottore, lo facciamo per lei!"). Era colto, di una cultura un po' all'antica. Scriveva bene e gli piaceva scrivere. Aveva una passione: la barca. Restava alzato tutta la notte per vedere regate in altre parti del mondo. Qualche regata italiana l'aveva pure vinta.
Ci siamo frequentati per un anno, mi voleva bene. Mi riempiva di fiori. Riuscì a farmi elaborare il dolore della solitudine.
In dicembre, un anno dopo il nostro ritrovarci, scoprì di avere un tumore, al cervello. "L'ho avuto anch'io un tumore al seno. Sono ancora qui. Sono passati venti anni! ". Per lui passarono solo due mesi.
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A Giorgio
Giorgio, rivedo te accanto a Gino.
con me sotto l'antico porticato,
noi con in mano il bel bicchier del vino
lui con la sigaretta del peccato.
ma la delizia attorno al tavolino
era lo stare limpido e pacato,
il discorrere arguto e sopraffino,
il sorridere complice e beato
Ci sarà un tavolino anche lassù,
un vecchio porticato sempre nuovo,
un fumo e una bevanda in mezzo al blù?
O sarà cancellato ogni ritrovo,
ogni incontro soppresso ognora più?
solo la morte innoverà il suo covo?
Goffredo Guerra
25 - 8 - 2006

